TEST: con l'Aprilia Caponord 1200 in Sardegna

Recensioni, pareri, discussioni sulla Sport-Tourer di Noale

TEST: con l'Aprilia Caponord 1200 in Sardegna

Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:01

Quante recensioni avete letto, in vita vostra?
Di sicuro tantissime.
In attesa di poter valutare di persona, ci si fa un'opinione su di una moto dai resoconti pubblicati dalle riviste e dai siti specializzati che hanno avuto l'opportunità di provarla in anteprima.
Spesso, di fronte a pareri entusiastici, il primo (maligno) pensiero è che l'autore dell'articolo sia stato in qualche misura "condizionato".
E' un'idea che potrebbe facilmente venire valutando i lusinghieri giudizi che stampa e web stanno dando sulla nuova Aprilia Caponord 1200.

In questi giorni (dall'11 al 21 marzo) è in corso il Press Launch, al quale Aprilia ha invitato la stampa mondiale per far saggiare la moto sui curvosi percorsi della splendida Sardegna. E i primi articoli che già dalla scorsa settimana sono stati pubblicati sui siti di importanti testate son tutti assai positivi.
Per una volta posso garantire che non c'è nulla di anomalo:
la moto è davvero a punto ed è difficile trovarle un difetto che sia davvero tale.
Lo affermo a ragion veduta, poiché Aprilia mi ha personalmente invitato a prendere parte ai test :)

Venerdì scorso sono volato all'Is Molas Golf Hotel per unirmi al gruppo che sabato ha provato la nuova Caponord 1200.

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Sono ottimista di natura, ma andando all'aeroporto ho incontrato Janko, che mi ha salutato con una bella "penna" della sua DD1200. Poi, guardando fuori dal finestrino nella tratta Roma-Cagliari, non ho potuto non pensare ad un ulteriore segno benaugurante leggendo il nome sull'ala dell'aereo.
Che avreste pensato, voi? ;)

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All'hotel, ho visto che le Caponord erano rientrate dal giro.
Son stato subito colpito dal numero di Meccanici intenti a rimettere in ordine le moto per il giorno dopo.
Sotto alle tende Aprilia ciascun di loro controllava, riforniva, lubrificava, sistemava e tirava a lucido le moto.

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Sì, perché la una costante delle giornate di test antecedenti è stato il maltempo.
Vento fortissimo e gelido, pioggia intensa e persino la grandine hanno flagellato i test fatti fino ad allora.
Alcuni giornalisti si sono visti costretti ad accorciare il percorso perché, nonostante i sofisticati ABS e Traction Control (presenti anche nella versione base) garantissero sicurezza e tranquillità, il tempo era così infame da ricondurli a più miti consigli.

Vi lascio intendere lo stato delle Caponord dopo un simile test!
Ma nessun problema: quei fantastici ragazzi si son dati un gran da fare ANCHE sul piano... cosmetico, e le moto son tornate splendenti! :)

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Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:02

La sera, dopo l'aperitivo, c'è stata la Press Presentation.
E' possibile che metta a disposizione il filmatino della sezione più tecnica, sull'aDD (sono indeciso in quanto è stata tenuta in Inglese, vista la presenza di stampa estera).

Dopo un'introduzione del cordialissimo Fabio Gilardenghi
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ha preso la parola Marco Zuliani, già responsabile di progetto della Tuono e ora in forza allo staff Marketing
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(foto Milagro)

Ci ha spiegato come la Caponord 1200 sia senza dubbi la più versatile Aprilia di sempre, poiché abbina il DNA e la tecnologia racing derivata direttamente dalle moto da gara ad una serie di peculiarità che la rendono fruibile nelle circostanze e per gli impieghi più diversi.
E' una moto confortevole per l'utilizzo in coppia e per il turismo così come è capace di sfoderare gli artigli e dare a chi la guida le soddisfazioni proprie di una sportiva.

Ha tenuto a sottolineare come la Caponord non sia una "Dorsoduro 1200 da turismo" (cosa che mi sento di confermare, dopo averla provata) e i dettagli che la differenziano siano numerosi.
Se la base del motore è la stessa, sono differenti:

- i corpi farfallati (diametro = 52mm);
- il doppio iniettore e il doppio sensore dell'ossigeno;
- la presenza della valvola allo scarico controllata elettricamente, che sopra un dato regime si apre progressivamente donando un sound sportiveggiante;
- le tre mappature del motore riviste: potenza 125cv @ 8.250rpm e coppia 11,7Kgm @ 6.800rpm (la DD1200 offre valori simili, spostati decisamente più in alto).

L'alternatore è stato potenziato per sostenere le richieste di energia elettrica accresciute dalla dotazione della Caponord e dai numerosissimi optional (più avanti ve li descrivo).

Passando alla ciclistica, Marco ci ha detto che il telaio è differente ed ha quote riviste:

- l'interasse misura 1.565mm (DD=1.528);
- il cannotto di sterzo è inclinato di 26,1° (DD=27,3°);
- la rapportatura finale è 17/42 (invece di 16/40);
- la sella è posta a 840mm da terra (DD=870),
- il forcellone posteriore è simile ma il perno è più arretrato.

Delle sospensioni parlerò più avanti.

Altre peculiarità della Caponord sono un telaio reggisella in acciaio veramente robusto: la versione Travel Pack offre di serie due borse laterali capaci di contenere un casco integrale ciascuna, ma è disponibile a catalogo un capiente bauletto in tinta con la carrozzeria.
La sella, in due porzioni divise, è disponibile anche in versione gel ribassata come opzione.
Di serie il parabrezza regolabile con continuità tramite due comodi pomelli.
Il serbatoio da 24 litri (5 di riserva) garantisce lunghe percorrenze ma non ingombra. Le gambe rimangono in posizione comoda e toccar terra non è un problema.
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Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:02

Dopo Marco è salito sul palco Andrea Ricci Iamino, responsabile R&D per le sospensioni aDD (Aprilia Dynamic Damping) e più in generale per l'elettronica.

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(foto Milagro)

ABS (a due canali, disinseribile) e aTC (Aprilia Traction Control, anch'esso disinseribile e regolabile su 3 livelli), fanno parte della dotazione del modello base, e non mi dilungo. Sono ancora più a punto e son state riviste per l'impiego anche in coppia e con bagagli.

Esclusiva della Caponord è l'aCC (Aprilia Cruise Control, di serie sulla Travel Pack), attivabile tramite un pulsante sul blocchetto destro sul manubrio. Mantiene la velocità della moto costante, e si disinserisce automaticamente se viene toccato il freno o la frizione.
Riduce il consumo di carburante e rende le lunghe percorrenze autostradali assai meno stressanti.

Il comfort offerto dalla sella imbottita, dal parabrezza e dall'aCC, viene ulteriormente aumentato dalle sospensioni controllate elettronicamente aDD (Aprilia Dynamic Damping), dotazione esclusiva della versione Travel Pack.

L'approccio di Aprilia è differente rispetto a quanto è stato fatto da BMW e Ducati, che recentemente hanno immesso sul mercato moto con sospensioni controllate elettronicamente.
Il parametro-chiave per gestire il comportamento dell'ammortizzatore è la "velocità del colpo" che la sospensione riceve dall'asperità stradale o dall'azione del pilota (ad esempio quando frena o accelera).

Le case concorrenti usano accelerometri disseminati in vari punti della moto. Oltre alla intrinseca complessità di questa implementazione, sorge l'esigenza di scremare una quantità di dati spropositata, col risultato di perdere precisione nella "lettura".
Aprilia ha invece impiegato un insieme brevettato di sensori di pressione e potenziometri di origine automotive, settore in cui gli standard qualitativi sono elevatissimi. I dati vengono integrati da altre componenti quali la centralina dell'ABS o leva del freno in maniera da avere un quadro realistico della situazione.
L'esclusivo algoritmo di gestione - anch'esso brevettato - sfrutta le logiche Sky-Hook (migliore per le oscillazioni a bassa frequenza) e Acceleration Driven Damper (più efficace per quelle ad alta frequenza) attuando una strategia di intervento che pone il guidatore al centro del sistema.
Tramite il "Map Builder" i tecnici di Noale sono in grado di definire in maniera puntuale come aDD deve intervenire per assicurare al pilota il miglior setting in qualsiasi condizione.
Ulteriore esclusiva Aprilia è il fatto che, tramite i dati che arrivano al sistema, aDD è in condizione di regolare in maniera autonoma la sospensione posteriore che - proprio per questo motivo - può essere definita una sospensione "attiva" a tutti gli effetti (la sospensione anteriore è "Semi-Attiva" in quanto non può, al momento, regolare il K della molla).

Quello realizzato dai tecnici di Noale è un sistema automatico che offre al pilota la migliore maneggevolezza (handling) massimizzando contemporaneamente il comfort.
aDD è protetto da ben 4 brevetti specifici ed esclusivi.
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Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:03

La presentazione è proseguita con la descrizione degli optional votati alla comodità (sella pilota e passeggero gel, bauletto, borsa da sella o serbatoio, manopole riscaldate etc.) e di quelli invece più pensati per l'utente sportivo (leve CNC, specchietti, frecce LED, portatarga reclinabile, scarico Arrow etc.).

In questo scatto vedete il bauletto, con schienalino imbottito, e il bloccadisco (fissato alla pinza freno anteriore destra).

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Uno degli optional più interessanti è rappresentato dalla "Multimedia Platform".
Dispone di una ppresa USB per la ricarica di periferiche e del BlueTooth, e permette di interfacciare uno SmartPhone (Apple o Android) tramite una "app" gratuita, che fornisce al guidatore un gran numero di informazioni aggiuntive (si va dalla potenza istantanea erogata, all'inclinazione in curva della moto a tanto altro ancora).

Nella foto qui sotto vedete il supporto opzionale per un navigatore, fissato ai montanti del parabrezza, e l'alloggiamento del telefono, che dispone di una "cuffietta" impermeabile.

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Insomma.
Considerando che la moto sarà disponibile dai dealer autorizzati da fine mese, e che saranno presentati di sicuro altri accessori, direi che già oggi non manca proprio nulla!

Finita la riunione non c'è stato ospite che non si sia fermato ad osservare il pannello sul quale Andrea ha fissato l'impianto di gestione al gran completo.
Dall'alto vedete il faro anteriore, le forche ai lati, e via via le centraline (aDD, aCC, aTC/RbW) e tutti i componenti che governano l'ottimale funzionamento della Caponord.

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(foto Milagro)

Dopo aver chiacchierato con le sempre gentili e disponibilissime persone di Aprilia, ci siamo ritirati nelle rispettive stanze con, dentro di noi, la speranza che il giorno dopo (sabato) il meteo sarebbe stato migliore.
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Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:04

Così è stato!
Aperti gli occhi alle prime luci dell'alba non ho potuto non dare un'occhiata fuori, e il cielo sembrava sgombro. Quando il sole è spuntato, ho capito che non mi ero sbagliato e sarebbe stata una giornata tendente al bello.

Fatta colazione siamo usciti e lì, perfettamente allineate dai nostri fidi Meccanici, abbiamo trovato ad aspettarci le Caponord con le quali avremmo girato per alcune ore.

Qui sotto ci sono una metà delle moto (una dozzina in totale) e, a sinistra, il mitico Tor Sagen di "RapTORs & Rockets" (VEDI)

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Il programma della giornata prevedeva la partenza da Is Molas in direzione di Chia/Capo Spartivento, alcune soste nei punti più belli per lo shooting fotografico, e il proseguimento verso l'interno (Teulada, Santadi, Siliqua, Sulcis Iglesiente) e poi la svolta a Est verso Cagliari, con pausa per il pranzo in un bel ristorante prima del definitivo rientro.

La cartina dettagliata è scaricabile da questo thumbnail :Immagine


A vegliare su di noi in qualità di apripista, e gestendo con la massima attenzione e professionalità ogni spostamento del gruppo, gli Amici del (GSSS: Guida Dinamica Sicura su Strada).
La loro efficienza è stata encomiabile, e pari soltanto alla cordialità che hanno dimostrato verso tutti noi.
Bravissimi!

Ringrazio in particolar modo l'angelo custode che mi è stato dietro in quel pezzo del percorso in cui - inevitabilmente - ho finito col rimanere un po' indietro al gruppo.
Rispetto al solito devo dire che sono riuscito a tenere il ritmo un po' meglio, ma sapere di aver dietro chi avrebbe potuto darmi una mano in caso di bisogno mi è stato d'aiuto.
Grazie!

Una nota di colore: loro non avevano una Caponord ma le Aprilia Mana.
Moto tanto efficaci quanto incomprese.
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Re: TEST: con l'Aprilia Caponord 1200 in Sardegna

Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:04

Passiamo alle impressioni di guida.

Come tutti sapete ho una Dorsoduro 750 e mi è capitato in svariate occasioni di salire in sella alla 1200.
La prima volta su di una versione di preproduzione, quando insieme allo staff (Crazy ancora non ne faceva parte) siamo stati invitati a Noale per provarla in anteprima.
L'ultima a Monza, partecipando ad una sorta di Test-Ride per le strade appena fuori dalla pista dove si stava correndo il mondiale SBK (lo scorso anno il DorsoduroForum è stato ospite in un suo corner all'interno dello stand ufficiale Aprilia a Imola, Monza e Misano).
Posso quindi dire di conoscere abbastanza la DD1200 e piuttosto bene la DD750.

Sapete pure che sono un VSR certificato (Very Slow Rider) ;), quindi ogni giudizio che darò va letto nell'ottica dell'utente medio e non dello smanettone :)

Salito in sella, ho subito trovato una posizione di guida decisamente comoda e poco caricata sull'anteriore.
Schiena ritta, braccia normalmente distese ad afferrare senza sforzo il largo manubrio, pedane e tutto il resto nella posizione in cui te lo aspetti.
Il serbatoione da 24 litri, il doppio del mio, non da alcuna noia né stando in sella né appoggiando i piedi per terra.

Ecco.
La sella alta della mia DD mi piace molto, ma devo ammettere che poter toccare terra senza fatica ti permette di "manovrare" da fermo in modo assai meno difficoltoso.
Spingere in avanti o all'indietro la moto non è un problema, e basta prestare attenzione se - guidando - si è soliti cacciar fuori la gambetta (stile Motard, per intendersi): se non ci si ricorda che si sta seduti qualche centimetro più in basso si rischia di toccare :)

Mi ci è voluto qualche metro per abituarmi al fatto che, davanti a me, avevo un po' di carena e un parabrezza assenti sulla mia Dorsoduro.
Appena abbiamo cominciato a marciare sopra i 100 all'ora li ho apprezzati. Anche con il parabrezza completamente abbassato la pressione dell'aria era irrisoria, e l'affaticamento per spalle e testa nullo.
Bene!

Per la mia dimensione, a parabrezza abbassato l'aria mi arriva circa sulle spalle ma non crea pressioni sul casco. Alzandolo tutto ho viaggiato sui 200 all'ora senza necessità di accucciarmi dietro al cupolino né contrastare col collo la spinta del vento.

Devo dire che, forse per la forma del mio casco (X-Lite 551) e la presenza del frontalino, mi è sembrato di notare qualche fruscio in più che sulla DD.
Può essere che il modello non si sposi al meglio con l'aerodinamica della Caponord.
Forse, togliendo il frontalino, risparmierei qualche decibel di fruscio.
Nulla di preoccupante, anche perché nei tratti più rettilinei ho viaggiato a velocità che con la mia Dorsoduro avrei faticato a tenere.
Non certo per il motore ma per la spinta dell'aria :)

Per quel che mi riguarda, l'ergonomia della posizione di guida è veramente ben studiata.
Tutto è al suo posto, e pur stando comodi non si assume una postura passiva.
La sella, come forse ho già scritto, è soffice e non affatica nemmeno dopo alcune ore.
Tant'è che nelle numerose soste per il servizio fotografico son sempre rimasto a bordo.

Mi è venuto spontaneo star seduto vicino al serbatoio, ma di spazio per arretrare ce n'è, e il gradino formato dalla sella del passeggero fa da contrasto - qualora servisse - senza dare alcuna noia.
Nelle decelerazioni più brusche non mi è mai capitato di andare a sbattere coi "gioielli di famiglia" contro il serbatoio ;)

La rumorosità del motore mi è sembrata simile a quella della DD1200 nelle accelerazioni, ma un po' più bassa come volume.
Il suono allo scarico è piacevole e rimane civile ai bassi regimi, contribuendo al comfort acustico e a non rompere le balle al prossimo. Salendo, con l'automatica apertura della valvola allo scarico, si può godere di un bel suono pieno e sportivo ma mai eccessivo.

Vibrazioni ad alta frequenza non ne ho avvertite. Ci sono accoppiate di marcia, regimi e velocità dove qualcosa si sente a livello di pedane, ma son talmente sporadiche da risultare irrilevanti.

Oltre che il busto, risultano ben protette anche le gambe. L'aria del mattino era alquanto freddina, ma me ne arrivava ben poca.
Complimenti a chi ha studiato così bene l'aerodinamica.
Mi hanno poi spiegato che il design della carenatura, con tutte le varie alette e spoiler, non è legata a banali esigenze estetiche ma riveste una importanza decisiva nel togliere pressione sul pilota e non creare vortici.
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Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:05

Tutte le moto usate per il test erano nella versione Travel Pack, quindi con cavalletto centrale e borse laterali. In pratica la versione più pesante di tutte ma, anche partendo col pieno di benzina, la prima impressione che ho avuto è di essere in sella ad una moto leggera almeno quanto la mia.

Fin dal primo tratto di strada ho notato che non occorreva alcuna fatica per farla girare, e anche alle bassissime velocità non si percepiva né peso ne la sensazione che fosse goffa.
Le borse laterali non ingombrano (restano parecchio "in sagoma") e non generano rumori/risucchi o altro.
Le avevamo vuote, certo, ma era come non averle.
Osservando quelle della gente che mi precedeva non le ho MAI viste né ondeggiare né vibrare né muoversi.
Uno dei collaudatori di Aprilia che ha curato lo sviluppo della CN mi stava mostrando come issare la moto sul cavalletto centrale. La mano sinistra sul manubrio e la destra... sulla maniglia della borsa.
Ha tirato sù la moto anche con quella, e la borsa non ha fatto una piega.
Non male, eh? ;)

Le gomme di prima dotazione sono delle Dunlop Qualifier II.
I giudizi di chi aveva girato nei giorni precedenti col tempo brutto era unanimi: gomma con ottimo grip anche da fredda e sul bagnato. Adattissima al tipo di utilizzo cui la Caponord è prevalentemente orientata ed in grado di offrire una resa chilometrica apprezzabile.

L'erogazione del motore l'ho trovata sempre molto gradevole. E' più "gentile" rispetto alla DD1200, ma aprendo il gas si sente che la potenza non manca, e la coppia aiuta a trarsi d'impaccio in qualsiasi occasione.

Se non si pretende di spalancare il gas in sesta a 30 all'ora (cosa che comunque non porta ad alcun rifiuto da parte del propulsore...) ci si può quasi dimenticare di usare il cambio.
Per il genere di strade che si son fatte, un guidatore fluido potrebbe forse usare la terza e basta, mettendo marce più alte giusto per far respirare il motore nei tratti rettilinei. La seconda la inserirebbe sporadicamente, in certi pezzi si strada particolarmente tortuosi e lenti.

L'elasticità non viene mai meno.
E l'erogazione e sempre piena e gratificante sia andando a spasso che volendo tirare un'accelerazione.

Il RbW mi è parso bene a punto. Nelle aperture dal chiuso ai giri più bassi e la mappa T (la mia preferita...) ho avvertito forse un pelo di morbidezza di troppo nel primissimo tratto. Mi è stato spiegato che è un comportamento voluto, studiato per evitare di mettere in difficoltà il pilota scaricando istantaneamente la coppia alla ruota motrice.
Francamente non ho nulla da dire: va bene così! :)

Calore non ne ho avvertito mai.
Anche quando eravamo fermi in attesa che ci venisse dato il via libera per passare davanti ai fotografi, e le ventole di raffreddamento son partite, sulle gambe non ho mai sentito arrivar nulla.
Vero che la temperatura ambientale non era alta e che indossavo stivali e calzoni tecnici in cordura, ma il fatto di non avere lo scarico sotto alle chiappe penso risolva il problema alla radice.
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TEST: con l'Aprilia Caponord 1200 in Sardegna

Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:06

Che dire dei freni?
Basta tirare con la giusta energia la leva con un dito per avere decelerazioni consistenti.
L'attacco non è istantaneo. Non so se per via dell'interposizione del circuito ABS (che a sensazione non mi pare sia mai intervenuto) o per la mescola della pastiglie.
Diciamo che toccando appena appena la leva la decelerazione è modesta. Se si tira un filo di più, le Brembo mostrano di che pasta son fatte e permettono di arrestarsi in spazi brevi.
La modulabilità mi è sembrata ottima, e son convinto sia d'aiuto in caso di un malaugurato Panic-Stop.

Per provare la protezione alle alte velocità, come ho già scritto, ho lanciato la moto appena sopra i 200 orari.
Siccome avevo lasciato allontanare il gruppo (questa volta volontariamente! :) ) ne ho approfittato per arrivargli vicino e poi frenare con decisione.
Senza la minima difficoltà mi sono trovato sotto ai 100.

Ho lasciato per ultima la ciclistica.

La moto è sui binari, letteralmente, e che si viaggi a 80 piuttosto che a 180 non si avverte la minima instabilità. L'avantreno lo si sente bene un ogni circostanza ed è piantato sempre e comunque.
Nella decelerazione appena descritta non ha mostrato alcun genere di scompenso.

Il lavoro svolto dall'aDD l'ho trovato sorprendente.
Quelle che erano le premesse (e le promesse) illustrate nella Press Conference della sera prima, le ho verificate lungo il test.

Nei quasi 180Km del percorso abbiamo incontrato le situazioni più disparate.
L'asfalto era sostanzialmente in ottimo stato, ma ondulazioni del manto o irregolarità non sono mancate.
La sensazione che le sospensioni lavorassero al meglio la si è subito avvertita, ed il comfort è rimasto sempre elevato.
Nonostante la mia guida "strana", non ho mai sentito la moto scomporsi, e in curva come nei cambi rapidi di direzione mi è sempre apparsa rapida e priva di indecisioni.

Sia frenando che accelerando in uscita di curva ho percepito che l'assetto è rimasto sostanzialmente neutro.
Dando gas è normale che ci sia un po' di trasferimento di carico verso il posteriore (l'inverso accede frenando), ma è giusto una sensazione, perché l'aDD si attiva provvedendo a sostenere la sospensione ed evitando qualsiasi affondamento.
Si viaggia quindi in condizioni ottimali.

Va anche detto che le sospensioni gestite dall'aDD non sono efficaci esclusivamente per garantire la comodità ma aggiungono molta sicurezza.
Sia psicologica, perché chi guida si sente tranquillo, e sia "dinamica", perché tra le curve o quando si inchioda l'aDD permette di mantenere un contatto ottimale tra gomme e asfalto.
I giornalisti che mi hanno preceduto, e che hanno trovato un meteo terribile, son certo che hanno apprezzato moltissimo queste qualità della Caponord.
E anche se non hanno potuto mettere alla frusta le prestazioni, penso che di dubbi sulle qualità della moto glie ne siano rimasti pochi davvero.

Per concludere.
Confermo e sottoscrivo che il carattere della Caponord è profondamente diverso rispetto a quello della Dorsoduro 1200 da cui, in qualche misura, deriva.
Le differenze del design si rispecchiano nelle qualità dinamiche.
Tanto è adrenalinica ed emozionale la DD, tanto è rassicurante e comoda la CN.
Ma come la Dorsoduro può essere usata per andarci in ferie con le borse montate e il passeggero, così la Caponord può venire strizzata ben benino tra le curve senza che venga meno il divertimento.
Basta smontare le borse laterali, inserire la mappa S, e dargli giù di gas ;)

La differenza è che la Caponord è oggettivamente una moto molto più versatile.
La moglie avrà ben poco da ridire sulla comodità della sua porzione di sella, e la presenza di spazio per i bagagli potrebbe indurla a seguirvi in qualche viaggetto.
La protezione che offre è inevitabilmente più alta (la Dorsoduro è praticamente una naked...) e questo la rende adatta ad un impiego anche invernale.

Pur essendo innamorato della mia Dorsoduro, devo ammettere che la Caponord mi stuzzica non poco.
Per come guido io, poi, sarebbe davvero più adatta.
Quasi quasi... ;)
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TEST: con l'Aprilia Caponord 1200 in Sardegna

Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:06

Un po' di foto.

Le Caponord al rientro dal giro:

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Gruppi con i ragazzi di Aprilia e striscione:

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NOTA
quello "strano" sono io.
Avevo il muso lungo perché hanno voluto indietro la moto! :lool:

La Caponord davanti e dietro:

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Messaggioda Marlon » lunedì 18 marzo 2013, 16:07

Fabio, la CN e il mare:

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Me!

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(foto Milagro)

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(foto Milagro)

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(foto Milagro)

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(foto Milagro)

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Re: TEST: con l'Aprilia Caponord 1200 in Sardegna

Messaggioda ilraffa » lunedì 18 marzo 2013, 17:18

bella prova, Marlon! :clapclap:
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Re: TEST: con l'Aprilia Caponord 1200 in Sardegna

Messaggioda toscanofi » lunedì 18 marzo 2013, 17:23

Grande Marlon recensione bellissima complimenti !
Sei stato veramente spettacolare nella spiegazione di ogni particolare... Vien voglia di comprarla a scatola chiusa ...
Sei stato molto esaustivo ...
Sono felice x te che hai potuto provare questa gran moto in anteprima e spero magari insieme al forum di riuscire a provarla anch'io magari organizzando con il concessionario ...
Se le persone capiscono qualcosa avrà un gran bel futuro questa moto , speriamo che venga compresa dal pubblico e che finalmente questo sia un prodotto che possa far vendere tante moto all'Aprilia facendola stare fra le grandi x vendite come dovrebbe già essere :sayok:
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